Progetto Usokami – Tanzania
in corso
A settembre 2023, Giulia, Sofia, Claudia e Cristina hanno raggiunto la Tanzania per collaborare, come volontari medici, con l’ospedale di Usokami. Lì hanno trascorso un mese in loco, un periodo sufficiente per capire come funzionava la struttura. Durante il loro soggiorno, hanno identificato diverse situazioni da migliorare, su cui si sono confrontate con i professionisti locali.
Si sono interrogate sull’eticità del loro modus operandi “occidentale” in una realtà sanitaria così lontana e diversa dalla loro. Hanno osservato come lavorano i colleghi tanzaniani, imparato da loro e loro da loro; l’obiettivo comune era e sarà sempre il benessere del paziente.
Si sono prese l’impegno di continuare a supportare anche a distanza l’ospedale, attraverso diversi progetti, realizzabili grazie al supporto economico e al coordinamento in loco di Suor Grace, missionaria della diocesi di Bologna, infermiera (e in pratica molto di più) che gestisce l’ospedale di Usokami.
Il progetto
A partire da dicembre 2023, Giulia, Sofia, Claudia e Cristina hanno istituito un Fondo per aiutare le donne di Usokami nel follow-up della gravidanza, con l’obiettivo di finanziare:
- L’esecuzione di due ecografie e un set di esami del sangue
- L’acquisto di un nuovo ecografo, dal momento che quello in uso non è più funzionante.
Hanno deciso di aprire questo fondo perché, purtroppo, sono state testimoni di diverse complicanze nell’ambito ostetrico, spesso anche estremamente gravi, come aborti, morti intrauterine del feto o, in alcuni casi, la morte della madre.
Sono rimaste molto scosse, soprattutto perché molte complicanze sono state correlate a un monitoraggio assente durante la gravidanza, dovuto alle scarse risorse economiche delle famiglie. Complicanze che potrebbero essere state evitate con adeguati controlli, finanziati grazie al fondo.
Come obiettivo secondario, se i fondi lo consentiranno, vorrebbero finanziare un periodo di formazione in un ospedale centrale affinché un medico locale possa approfondire le conoscenze nell’ambito dell’ecografia prenatale e, di conseguenza, migliorare la qualità del monitoraggio della gravidanza.
Si sono prese l’impegno di continuare a supportare anche a distanza l’ospedale, attraverso diversi progetti, realizzabili grazie al supporto economico e al coordinamento in loco di Suor Grace, missionaria della diocesi di Bologna, infermiera (e in pratica molto di più) che gestisce l’ospedale di Usokami.
Gli obiettivi
Per finanziare il progetto occorrono:
€ 12.000,00 /anno
per finanziare per 12 mesi di esami delle gravidanze (€ 1.000,00 al mese)
dona ora
Tramite Bonifico Bancario
Tramite Bonifico Bancario
C/C intestato a ROCK NO WAR – TANZANIA
Causale: Erogazione Liberale
(Ricordati di aggiungere il tuo Codice Fiscale o la Partita Iva, ad ogni
donatore sarà inviata ricevuta fiscalmente detraibile)
BPER Banca: IBAN IT67B0538766781000004349203
Tante piccole donazioni possono fare una grande differenza!
“Perchè supportare l’ospedale di Usokami?
L’ospedale di Usokami è una struttura privata, aperta nel 1977 dalla diocesi di Bologna, per colmare l’assenza di un presidio sanitario in una zona vastissima e bisognosa (provincia di Iringa, Tanzania).”
Privato significa che, non ricevendo niente dallo stato tanzaniano, i
fondi per la costruzione dell’ospedale e per la sua attività provengono:
- in parte dalla diocesi di Bologna;
- in parte da donazioni;
- in piccola parte dai pazienti, infatti, a chi riesce, è richiesto di
pagare le proprie spese (farmaci, cibo, ricovero..), ma tanti non
hanno la possibilità.
Questo centro è di fondamentale importanza, perché garantisce l’assistenza sanitaria di base a tutti, sia a chi può permetterselo sia a chi non può.
E’ perciò fondamentale, non essendo ancora autosufficiente, supportare l’ospedale per poter garantire a tutti cure adeguate ad un prezzo accessibile.
Facciamo un esempio…
Il piccolo Eusebio, che vedete in foto, ha 9 mesi, pesa 3,5kg, soffre di grave malnutrizione ed ha una cardiopatia congenita.
È stato ricoverato per un mese e la sua famiglia non è riuscita a permettersi di pagare 50€ (complessivi) per la sua assistenza sanitaria.
Pazienti come lui purtroppo sono all’ordine del giorno in questa realtà.
GRAZIE!



